Motta d’Affermo

Didascalia
Piccolo borgo di poco più di 600 abitanti in provincia di Messina. Sorge ai piedi del Monte San Cono, tra le fiumare di Tusa e Santo Stefano e fa parte del Consorzio intercomunale Valle dell'Halaesa. La posizione sopraelevata gli permette di godere della vista del Mar Tirreno, della cima di Cefalù, delle Madonie e dei Nebrodi occidentali.
Il nome attuale di “Motta d’Affermo” deriva dal mercenario Muccio Albamonte detto di Fermo, che nel 1380 diventa barone di Sparto, il nome con cui era conosciuto il borgo al tempo dei bizantini, legato al monastero di Santa Maria di Sparto.
Fin dalle origini il paese è immerso in una ricca vegetazione dove si coltivano ulivi, castagni, noccioli e prodotti caseari utilizzati per i piatti tipici della tradizione, che si ritrovano durante le celebrazioni religiose con le quali il paese ha un forte legame.
Motta ha anche una frazione costiera, Torremuzza, dove ancora è possibile ammirare i ruderi della Torre strategica che si affaccia verso il mare.
Ciò che valorizza Motta d’Affermo è la presenza di due opere d’arte contemporanea che fanno parte della Fiumara d’arte di Antonio Presti, il parco scultoreo all’aperto più grande d’Europa: la prima è l’Energia Mediterranea, meglio nota come “l’Onda” per via della sua forma marina e per il colore blu; la seconda la Piramide - 38esimo Parallelo, che sovrasta la montagna e si affaccia sul mare e dove durante il solstizio d’estate si celebra il rito della luce, un evento suggestivo e di rinascita personale, sfruttando il suo perfetto allineamento con il 38esimo parallelo.
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Attrazioni principali
Il castello: all'esterno sono ancora visibili i possenti bastioni del Castello di Sparto fondato al tempo dei bizantini, mentre il pianterreno ospita una cappella e la sua sacrestia.
Il centro culturale e folkloristico del borgo risiede nel Palazzo Minneci, appartenuto a una famiglia benestante di origini madonite e da poco restaurato.
Fra le tante chiese spiccano: la chiesa Madre di Maria SS. degli Angeli, fondata nel 1453, arricchita di preziosi stucchi, numerose tele e in particolare un raffinato ciborio in legno decorato in oro. Chiesa di San Rocco in piazza Duomo, dedicata al protettore del paese e costruita nel 1657. All’interno si trova una statua di San Rocco (1613-20) realizzata da Antonio Pellegrino.
