Campofelice di Roccella

Cittadina balneare a pochi passi da Palermo, contempla la costa lungo la quale si distende da Capo Plaja alla foce del fiume Imera, attirando ogni anno visitatori da tutto il mondo grazie alle sue spiagge sabbiose e i dolci campi retrostanti che hanno dato il nome a "Campo felice".
Porta d'accesso per le Madonie e l'area archeologica di Himera, Roccella è ricca di storia sin dai tempi degli arabi che testimoniano la presenza di un certo Qasr al Gadid, il "Castello di ferro", distrutto intorno al 857. Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi, tutti con le loro presenze hanno costruito la storia di Roccella il cui punto forte fu senza dubbio la posizione strategica, fra la costa e i paesi vicini. La nobile famiglia dei Ventimiglia riuscì a esportare prodotti come il grano in tutto il Mediterraneo grazie a un caricatoio posto sulla spiaggia. Nel corso del tempo l'antico borgo portuale divenne poi borgo di lavoratori della canna da zucchero che rappresentava una ricchezza di Campofelice. Lasciato a se stesso per buona parte del Novecento, negli ultimi decenni ha ritrovato splendore grazie alle risorse turistiche, ai prodotti tipici e alle aziende attive, basti pensare all'allevamento di lumache più grande di Italia che ha sede proprio qui a Campofelice.
Video
Attrazioni principali
Spiaggia di Campofelice di Roccella: la lunga distesa di sabbia dorata è la meta prediletta di turisti e residenti che durante le stagioni più calde scelgono di rilassarsi e godere di tramonti unici proprio grazie all'orientamento del paese.
Castello di Roccella: a strapiombo sul mare, nata come fortificazione araba con funzione di avvistamento e segnalazione, ad oggi conserva intatta un'unica torre ed altri resti che ancora trasmettono il loro fascino storico mentre guardano dinanzi le onde infrangersi sin dal XII secolo. Dopo vari intenti di ricostruirla, si può ammirare la struttura ultima della torre risalente al XIV secolo.
Himera sito archeologico e museo in pianura Buonfornello, coloni greci di origine mista provenienti da Zankle fondano nel 648 a.C. quella che oggi è un'area archeologica di notevole prestigio: la Polis Himera, importante via di collegamento verso la Sicilia centrale e di scambi commerciali, distrutta definitivamente nel 408 a.C. da Annibale. Visitando il parco archeologico di Himera, Solunto e Iato, si respira tuttora quella culturalità della Sicilia occidentale antica, la quale ci svela l'assetto urbanistico della città con i suoi villaggi preistorici, le aree sacre con tanto di arredi funerari, monumenti medievali come le Terme di Cefala Diana, per non parlare del Tempio della Vittoria e il santuario di Athena che nella necropoli alta dona a chi la visita panorami imperdibili per chi visita la Sicilia.
