Gangi

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Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Inserito tra i “Borghi più belli d’Italia” nel cuore del Parco delle Madonie, Gangi è un borgo di poco più di 6000 abitanti, avvolto dal fascino delle bellezze naturali e dal bagaglio storico e culturale intrecciato a miti e leggende che fanno risalire Gangi alla città cretese di Engyon. Ricostruita nel 1300 sul monte Marone, attraversa diverse signorie: con la Contea di Geraci si sviluppa come centro medievale, come dimostra la Torre feudale dei Ventimiglia; poi è la volta dei Graffeo e dei Valguarnera, periodo di grande evoluzione sociale e culturale, come dimostra l’accademia degli Industriosi. Subisce il dominio delle famiglie nobiliari locali testimoniato in residenze tuttora esistenti, come Palazzo Bongiorno e Sgadari, sapientemente affrescati.

Il paese è cresciuto nei secoli soprattutto come centro agricolo e commerciale, il che rendeva orgogliosi i contadini i quali si ritenevano i veri nobili. Il popolo infatti è sempre stato legato alla terra e ai suoi frutti, sentimento che si trasmette nelle feste religiose e del folklore locale ben radicati dapprima con le tradizioni pagane legate ai miti (come il mito di Cerere o Demetra, dea dei campi, a cui è legata la sagra della spiga) che donano un’atmosfera autentica a Gangi. Inoltre, la produzione di formaggi, vino e olio locali rappresenta una risorsa significativa e attrattiva del territorio che concede ai visitatori un’esperienza genuina dei prodotti artigianali delle imprese agricole gangitane.

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Attrazioni principali

Quando si visita un borgo gli edifici religiosi del centro storico sono una tappa immancabile. Qui consigliamo:
- la Chiesa di S. Nicolò di Bari, con relative catacombe perfettamente conservate. La facciata di prospetto della Chiesa Madre è legata alla torre dei Ventimiglia che costituisce ormai la torre campanaria.
- Chiesa di San Cataldo il patrono: ospita opere di Giuseppe Salerno, di Crispino Riggio, Filippo Quattrocchi ed una statua in marmo di scuola gaginiana, rappresentante S. Cataldo.
- Il Santuario dello Spirito Santo, considerato il protettore del Paese. All’interno affreschi e dipinto di pregio.
- La caratteristica chiesetta di San Paolo, la Chiesa della Badia e quella della Madonna della Catena, dove si trova una splendida statua marmorea del Gagini e la tomba dello Zoppo di Gangi.

L’allora nobiliare Palazzo Sgadari oggi Museo Civico offre una panoramica sulla storia e le tradizioni del paese, presentando una collezione di reperti archeologici, storici e artistici che raccontano il passato di Gangi e della sua comunità. Il percorso
museale prevede quindi reperti provenienti dal Monte Alburchia e di Gangi Vecchio; dipinti della pinacoteca Gianbecchina, noto per il “Ciclo del Pane”, e il museo delle armi donato da G. Franco.

COME ARRIVARE
Da Palermo: autostrada A19, Svincolo Irosa (dal quale dista circa 25 km), Blufi, Bivio
Madonnuzza.
Da Catania: Autostrada A19 , svincolo Mulinello (dal quale dista 50 Km.), Leonforte, bivio di Nicosia, Sperlinga
oppure è possibile uscire allo svincolo Irosa.
Stazione dei treni più vicina: Cefalù.

PATRONO E PROTETTORE
San Cataldo, 10 maggio.

FESTIVITÀ
Festa dei Burgisi, (1a Domenica di Agosto).
Festa ‘u terremotu (2° domenica di Febbraio).
Dumminica Nuveddi (Domenica in Albis).
S.Isidoro (4° domenica dopo Pasqua).

FOLKLORE TIPICO
A Carnevale: la Cravaccata (“Cavalcata”); U Tistamintu du’ Nannu; ‘A morti du’ Nannu.

EVENTI E SAGRE
Sagra della spiga (agosto); sagra del cinghiale (ottobre).

PRODOTTI TIPICI
U fasciddatu (a San Giuseppe); taralli gangitani; cucchia (Natale). Dolci: mastazzola; mastacuttè;
cuccia (Santa Lucia); sfinci; turrunetta; l’istantanii; amaretti; a cuddura patedda. Pasta fatta in casa: tagliarini
(tagliatelle).