Gratteri

Uno dei borghi più antichi e caratteristici del Parco delle Madonie, dal toponimo controverso, forse originariamente arabo, da Qratiris, o dal monte Cratos, o ancora dal torrente Crati. Gratteri vanta una varietà morfologica e naturalistica invidiabile: grotte, cavità naturali, vegetazione varia e nude rocce. Infatti per tutte le vicende storiche sociali e politiche successive ai Normanni, Gratteri fu e resta un piccolo centro tipicamente medievale dato dall'aspetto roccioso delle vie e mura tuttora visibili in chiese, campanili o nella torre dell'orologio. Per non parlare di belvederi e scorci unici verso la costa dati i suoi 680 metri sul livello del mare che gli hanno conferito l'appellativo di "Terrazza sul Tirreno".
È uno dei borghi più antichi testimoniato da ritrovamenti databili a metà tra l'età del bronzo e del ferro e di una moneta romana del II secolo in contrada Suro. La vita della comunità è stata per molti secoli caratterizzata dai baroni Ventimiglia che hanno vissuto l'evoluzione di Gratteri verso due nuclei: uno medievale nella parte alta dell'abitato, accessibile da tre ponti e che si sviluppava intorno al castello, e uno più moderno, a nord e sud-est del castello, dato dalla costruzione di chiese nuove e quartieri suggestivi. È uno dei borghi misteriosi dove il tempo si è fermato conservando intatto il fascino millenario dal privilegio paesaggistico e carattere selvaggio, perfetto per gli amanti della natura, ideale punto di partenza per esplorare il parco madonita.
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Attrazioni principali
Ad arricchire senza dubbio l'offerta culturale delle Madonie e lo studio dell'evoluzione delle scienze naturali è il museo ambientalistico archeologico di Gratteri (MAAG), un gioiello di recente restauro che dona luce alla storia e all'identità locale. Al suo interno reperti archeologici provenienti dall'Abbazia di San Giorgio, con antichi oggetti e frammenti di valore; collezioni scientifiche come reperti entomologici di varia natura donati dallo studioso Vittorio Aliquò e altre collezioni di uccelli e mammiferi.
Grotta Grattara e Bosco di San Giorgio nelle Madonie: la grotta, da cui probabilmente prende il nome Gratteri, è meta di itinerari naturalistici che seguono un percorso in salita di media difficoltà. Formatasi dalla continua erosione delle acque, alla grotta sono legati miti misteriosi quali la storia della Vecchia (la Befana si dice sia custode della grotta) e della fonte della Ninfa (la quale si ritrova di fronte la Chiesa Madre sotto forma di una conchiglia di pietra) che rapiscono l'ascoltatore durante il viaggio. Il tragitto regala molti punti panoramici anche sui paesi vicini, momenti di ristoro su Piano Prato, la vista sulla solitaria abbazia di San Giorgio e le falde di Pizzo di Pilo da oltre 1000 metri d'altitudine.
Chiesa madre di San Michele Arcangelo uno degli edifici più significativi del borgo, situato proprio al centro del paese. Unisce stile neoclassico e barocco, sormontato da una grande cupola esagonale. All’interno custodisce varie opere d’arte come una preziosa tela raffigurante San Michele Arcangelo del ‘600 e delle preziose reliquie provenienti da Gerusalemme, come per esempio la reliquia di San Giacomo, nonché protettore di Gratteri, a cui è dedicata una piccola chiesetta caratterizzata da una massiccia scalinata in pietra e un campanile, mentre all’interno trova posto il simulacro di San Giacomo Apostolo.
