Paceco
Didascalia
È una cittadina rurale di circa 10.000 abitanti, a pochi chilometri dal mare e da Trapani. Attraversato dal fiume Verderame,
sorge in una zona pianeggiante dove sono rimasti immutati sia il paesaggio che lo stile di vita.
Paceco ha origini antichissime, ma la sua evoluzione è strettamente legata all’attività agricola e rurale che ha caratterizzato per secoli questa zona della Sicilia. Il nome della città si deve a Maria Pacheco, nipote del viceré di Sicilia e moglie di Placido Fardella, Marchese di Paceco nel 1607. Nel corso della storia è stato testimone delle numerose influenze culturali che hanno segnato la Sicilia, tra cui quelle drepanensis, ericina, araba, romana, e normanna.
Oggi è considerato un eccellente esempio di fondazione urbanistica, con una pianta a griglia caratterizzata da ampie strade rettilinee che convergono in piazza Vittorio Emanuele, una piazza panoramica che spazia dalla Colombaia alle Isole Egadi. Paceco è noto soprattutto per la produzione di olio extravergine d’oliva, vino e sale marino. Difatti, il luogo di maggiore interesse naturalistico è la Riserva Naturale Orientata delle Saline, affidata nel 1996 al WWF Italia, una delle aree protette più famose d’Europa da cui si ammirano i tramonti più suggestivi.
Il comune fa anche parte della zona di produzione del Vino DOC Alcamo, mentre la frazione di Nubia è celebre per l'Aglio Rosso DOP. Inoltre Paceco è noto per il melone d’inverno, detto “il cartucciaro”. Molti di questi prodotti tipici vengono proposti durante gli eventi e sagre che si svolgono a Paceco e nella vicina frazione di Dattilo.
Video
Attrazioni principali
La Riserva Naturale delle Saline offre l'opportunità di passeggiare tra i canali che separano le vasche del sale. Al suo interno si trova il Museo del Sale, ospitato in un antico mulino a vento dove un percorso guidato racconta gli strumenti e le fasi del processo di raccolta. Dominante sulle acque vi è la Torre Saracena di Nubia, nata nel 1620 come luogo di avvistamento e difesa contro i Saraceni. La Torre è conosciuta anche come Torre Castro, dal nome del Conte di Castro, viceré fino al 1622.
Nel cuore di Paceco, la Chiesa Madre dedicata a Santa Caterina d'Alessandria, patrona del paese, fu fondata nel 1623 dai Principi Fardella e ristrutturata nel Novecento dall'architetto G.B. Amico. La chiesa è decorata con stucchi barocchi e ospita quattro grandi pale d'altare attribuite ad Andrea Malinconico, donate dalla principessa Maria Anna Fardella Sanseverino.
Il Museo di Antropologie e Preistoria di Paceco, situato all’interno della Biblioteca comunale, è uno dei più ricchi musei di preistoria della Sicilia per la quantità di reperti originali che spaziano dal Paleolitico al Neolitico: ossa di animali tra cui l’Elefante nano e il Cavallo selvatico, strumenti di pietra e teschi in gesso di ominidi, tutti esemplari dell’evoluzione umana.
La Villa Torrearsa, posta al centro di un antico casale arabo, fu residenza di campagna della famiglia Fardella Marchesi di Torrearsa, oggi simbolo dello sfarzo risalente all’antica dinastia.
A pochi chilometri dal centro di Paceco sorge la Diga Baiata, un’area protetta composta da vari habitat e percorsi che permettono di godere di un panorama ideale per gli amanti della natura e delle escursioni a piedi.
